cimici.
ottobre 28th, 2010 § 1 commento
emilio il raid se lo dava direttamente sulle gambe. gambe e braccia sudate. diceva: se è in grado di ucciderle le zanzare vuol dire che le tiene pure lontane. lo adoperava anche nel vigneto. una nuvola vaporosa a circonfondere tutti i suoi grappoli. quando ci regalava il vino noi subito lo ringraziavamo. nello stesso modo in cui si asseconda un pazzo. poi di nascosto, prima di andare via, lo versavamo tutto nel tombino. era viola fosforescente.
ci sono cimici ovunque in questa casa di questi tempi. pare sia colpa della pianta che si arrampica sulla parete che da sul giardino. mi chiedo se le produca lei. hanno un colore più rustico rispetto al verde fluo delle cimici da città.
un anno io e greta siamo andati in tour coi det ov anna càrina. greta aveva un furgone e lo prestava a chiunque. ce lo hanno distrutto. e alla fine ce lo hanno rubato. subito dopo aver speso un occhio del gesù per far mettere apposto la frizione.
a colonia c’è questo posto molto bello che si chiama caffè kult. forse è monaco. be’ di sicuro non è sesto san giovanni.
quella sera suonavano lì. non a sesto san giovanni. fuori miliardi di cimici. quelle cattive. che le guardi e puzzano. immediatamente. senti qualcosa di duro atterrarti sul collo ma sai che non puoi dare lo schiaffo da zanzara.
devi andarci cauto con la cimice. ma per quanto cauto tu possa andare lei ti ha già scoreggiato addosso prima ancora che tu l’abbia afferrata tra l’indice e il pollice. e dio solo sa quanto cazzo puzza.
quella sera quando siamo andati a dormire io e ilaria eravamo inavvicinabili. queste qui non puzzano così tanto. però volano ovunque e fanno il rumore del ciao truccato con la marelli bucata.
zan zan le teme molto. è l’unico insetto che le fa veramente paura.
a me alla fine la cimice sta simpatica. ha carattere.
sono giorni che mi chiama da una stanza all’altra all’urlo di ce n’è una anche qui. grazie al cazzo. sono ovunque. le faccio salire su un pezzo di carta o le prendo con lo scottecs e le fiondo fuori dalla finestra. quelle più fortunate vanno in giardino.
l’altra sera ho fatto salire l’ennesima su un foglio di carta e l’ho fatta volar via in strada. sono rimasto fermo qualche secondo a guardare. ha fatto un girone enorme e poi è tornata a posarsi sul foglio di carta che avevo ancora in mano.
mi piace credere che mi abbia guardato. le ho detto di non fare la furba e l’ho rigettata in strada.
l’altra mattina zan zan ne ha pestata una per sbaglio con le infradito. ha fatto crac e zan è rimasta ferma immobile in mezzo al bagno. il terrore negli occhi. per qualche minuto.
la nani le mangia. forse è per questo che ultimamente quando apre la bocca pare di essere seduti sul molo del porto di bari.
c’è qualcosa di strano in questa casa. ci sono davvero troppe cimici. e io comincio ad affezionarmi a ognuna di loro.

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