carma.
dicembre 6th, 2010 § 6 commenti
fare i paladini della buona educazione non serve a niente. non porta costrutto. è tutto praticamente inutile. serve solo a innervosirsi tantissimo. ché a volte è vero ti verrebbe da frantumare il finestrino con un gomito, afferrare il telefonino dell’uomo che ti ha appena tagliato la strada e lanciarlo nell’iperspazio. ma non è bello. peggior punizione da riservare a quelli che al semaforo svuotano il posacenere sotto la macchina. se avessero un buco diretto sotto al sedile credo persino che cacherebbero mentre attendono il verde. una cacata, il giornale aperto sulle ginocchia e sotto lo spuntare timido di un camerlengo che si accerti del sesso del conducente. una volta all’entrata in autostrada c’era uno che mi stava appiccicato al paraurti come un chewing-gum, e non riuscivo a immettermi nella corsia, mi bloccava la visuale. e io tentavo di farglielo capire a gesti, parlando con il mio specchietto retrovisore, esagerando il labiale. e quello nulla. mi scherniva quel pezzo di merda, tentando ugualmente di sorpassarmi. allora io ho iniziato a fare zig-zag davanti a lui come un matto. poi rientrati in corsia ho lasciato che mi si affiancasse e gli ho fatto il dito medio. quando sono arrivato a milano la mia macchina si è bloccata in mezzo al traffico. e ha preso a fumare. e non si spegneva. e tutti a indicarmi. a indicare il cofano. guardi che la sua macchina fuma. cristo, lo vedo anch’io che fuma. ma ditemi cosa cazzo fare. avevo paura che prendesse fuoco. che esplodesse. volevo sbattere fortissimo la testa contro il volante. era il karma. bisogna limitarsi a questo. fare buone azioni per ricevere buone azioni. e di fronte ai maleducati semplicemente porgere l’altra guancia. c’è un circolo virtuoso che si instaura quando si è alla guida. succede quando finalmente un santo si ferma e ti fa passare. e tu ti liberi da quel bugigattolo in cui ti eri incastrato e sei di nuovo in strada. e allora accade che istintivamente ti ritrovi poi ad aiutare a tua volta quelli che si trovano nella tua vecchia condizione. e quelli faranno lo stesso con gli altri. credo che anche le rotonde alla francese siano un’ottima metafora di vita. che servano a responsabilizzarsi. a non delegare. a non addossare le colpe a qualcun altro. a essere artefici del proprio destino, insomma. anche se ce ne sono troppe. come le decisioni da prendere. le rotonde crescono come funghi. mi immagino alle riunioni comunali quando viene fatta richiesta di idee per migliorare la viabilità. e un fiume di mani alzate. ah, eccetto le proposte per l’introduzione di nuove rotonde stradali. e il fiume di mani che va in secca. non ho mai capito perché prima di ogni rotonda alla francese c’è un marciapiede svizzero. forse più in là dovrebbero costruire un cavalcavia belga. il teo crede alla legge della strada. ché non importa il codice. chi ha il mezzo più grosso ha anche la precedenza. e comanda tutti. il marchetti invece aveva un’altra teoria. che di notte a semaforo rosso o lampeggiante non bisognasse affrontare l’incrocio titubanti. bisognava affrontarlo il più decisi possibile. come se il semaforo fosse verde. e gli altri si sarebbero fermati. la profezia che si autoavvera? non l’ho mai capita bene. però avevo un po’ paura quando si andava in macchina con lui. e ora capisco il racconto che mi faceva di quel suo amico che in prossimità di un possibile scontro si tappava le orecchie con i palmi delle mani. come se il problema del botto fosse attutirne il rumore. un giorno di ritorno dalla metropolitana di sant’ambrogio mi si avvicina un vecchietto dall’aria tranquilla. è proprio davanti a me. e mi bestemmia fortissimo in piena faccia. pareva avesse un megafono dentro alla gola. sono saltato per lo spavento. lui in gola ci aveva il megafono, io il cuore. poi mi è risceso, lo stesso rumore sordo della pallina del bigliardino quando segni, e sono scoppiato a ridere. come un matto, come lui.
una volta sono andato a una rassegna al de amicis. il cinema lì, in sant’ambrogio. era una rassegna orror senza alcun filo conduttore se non l’orror. c’era bleid. matango. e poi un film italiano imbarazzatissimo che parlava di un tipo palestrato che prendeva troppi anabolizzanti e impazziva. si chiamava anabolaiser. faceva schifo. ma faceva talmente schifo da essere meraviglioso. dietro di me c’era un vecchio che per tutto il film ha fatto commenti a voce altissima. ma eran talmente belli che nessuno gli diceva di smettere. tipo in una scena in cui un uomo e una donna sono sotto la doccia lui ha detto con la voce di bivis e batted: eh eh, se la scopa, se la scopa in culo eh eh. e poi a un certo punto ha detto: s’impicchi! sì, a un albero di fragole! io non l’ho visto in faccia. ma sono certo che è il tuo stesso vecchietto. poi una volta io e marchetti siamo andati ad affittare un film da bloc baster. siamo stati lì 1 ora a decidere cosa prendere. tutti eccitati che era una blocbaster nait con la coca cola e le pringol e il filmissimo. alla fine scegliamo il film. non ricordo quale fosse ma eravamo molto felici. e ci mettiamo in fila. con il film le pringol e la bottigliona di cocacola. tutti e due ingobbiti a guardare gli spiccioli nelle mani. tieni prendi ‘sti due euri. no ma io ti dovevo i soldi della pizza. vabbè ma mi hai pagato le sigarette. vabbè dai tu paghi il film e io pago le pringol. e bla bla bla. arriviamo in cassa e il tipo ci chiede la tessera. e io ce l’hai tu? e marchetti: no ce l’hai tu. e io ah, è vero. alla fine la trovo. la do al tipo del bloc baster. lui digita sul compiuter. poi ci guarda in faccia e ci dice: avete un ritardo di 26 euro su bleid 2. e io e marchetti scoppiamo a ridere come due imbecilli. ma come cazzo si fa ad avere un ritardo di 26 euro su bleid 2?
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a zan zan è caduta una persiana. di quelle verdi vecchie grandi come porte pesanti come porte.
stava andando a letto e delle due che ha tirato verso di sé una è precipitata in strada con forte botto. spatapèm. è rimasta immobile e incredula a fissarla dall’alto in basso. senza alcun senso di arrogante superiorità.
quelli sovrappeso che vivono di fronte si sono affacciati alla finestra. stavano guardando la tv. come al solito.
lei ha detto vi è caduta la persiana.
zan zan ha risposto lo so.
poi è venuta di qua e mi ha detto amore mi è caduta la persiana, me la vai a prendere?
allora ho indossato il mio cappellino di lucio dalla e sono andato in strada. c’era già il marito sovrappeso della donna sovrappeso che aveva detto a zan che era caduta la persiana.
mi ha detto vi è caduta la persiana.
gli ho detto scusate, dev’esserci caduta la persiana.
si è affacciata di nuovo lei, sovrappeso. ha detto eh sì, vi è proprio caduta, mio marito è sceso a levarla dalla strada.
lui era di fronte a me.
ragazzi, basta televisione e d’ora in avanti cercate di seguire una dieta salutare. non mangio verdura da due settimane. stasera ho aperto il frigo e dentro c’era del checiap, due confezioni di margarina, due viustel economici della coop e un tapperuer con del passato di verdura di un mese fa.
aspettiamo che cominci a puzzare per poi giocarci a morra cinese chi deve andare a svuotarlo nel cesso.
zan zan ha sempre pensato che si dicesse vuster. una volta abbiamo fatto perfino una scommessa. ho vinto io. si dice viustel. al massimo vuber.
da piccolo sognavo di entrare alla coop di notte. di girare per i corridoi e assaggiare tutti gli schifi.
forse non ero così piccolo. forse ero già adolescente e fumavo gli spinelli col maestro quando mia mamma era di guardia all’ospedale. poi mangiavamo qualsiasi cosa. dai plumcheic pucciati nello iogurt al cocco ai cornfleics ricoperti di nutella. e quando finivano le scorte sognavamo la coop.
il giorno dopo c’era scuola. quando non falsificavamo la firma dei nostri genitori sul libretto. io facevo quella di mio padre. non ho mai abitato con mio padre. quando mia mamma ha trovato dietro lo stero il libretto della prima liceo le è venuto un colpo. mi ha chiesto cosa facessi quando non andavo a scuola. le ho detto che il più delle volte rimanevo a casa a dormire. non ho mentito.
il maestro non era effettivamente il mio maestro. si chiama daniele ma io lo chiamo maestro. perché mi ha insegnato un sacco di cose. tipo rullare gli spinelli, sputare in testa ai gatti, soffiare i rutti, scoreggiare sotto le coperte e guardare le ragazzine sul bus.
il 10 era il bus più vecchio di firenze. c’era un piccolo cartello di metallo con su scritto vietato sputare. il maestro saliva la rampa di 3 scalini e scatarrava regolarmente ai piedi delle vecchie. poi faceva finta di tirargli un pugno e gli faceva pagare la mossa.
dopo aver visto meri per sempre smontò una candela del motorino e lanciò questo pezzettino minuscolo che non ho idea di cosa fosse dal finestrino della macchina di suo padre che ci accompagnava a scoppiare i raudi pinolo sull’arno e mandò in frantumi il parabrezza di una macchina parcheggiata. suo padre assomigliava a favero, il terzino della iuventus. lo guardò dallo specchietto retrovisore e con lo sguardo rassegnato gli disse testa di cazzo.
allo coop compravo sempre il pompelmo gassato. mia mamma il paté di fegato per i crostini.
ultimamente io e zan facciamo la spesa alla coop che lei dice che è il supermercato più attento al mondo di tutti. ci ha i sacchetti biodegradabili e i prodotti che non uccidono i delfini.
ogni tanto compro le bottigliette da mezzo litro di pompelmo.
l’altro giorno lo stavo bevendo affacciato alla finestra mentre lavoravamo con michele e bliz in serigrafia.
mi è caduta la bottiglia su un avventore della pizzeria che c’è sotto casa. si è schiantata sui cartoni di pizza appena comprata. sono sceso di corsa per scusarmi. il tipo era già in macchina fradicio di pompelmo che stava andando via quando sono arrivato. gli ho aperto la portiera in corsa quasi stizzito perché non si era minimamente arrabbiato e gli ho detto oh, scusa cazzo. lui ha fatto spallucce ed è andato via con la sua triste monovolume e il suo giubbotto odor soda gusto pompelmo.
alla gelateria la nuvola ci sono sempre dei ragazzotti con il campari in mano e il fare degli zarri. ho sempre l’impressione che non abbiano niente da fare se non drogarsi. ho spesso voglia di non curvare e sfondare la vetrina con la macchina. ma è la macchina aziendale di zan zan. non posso proprio.
l’altra sera mi hanno spaccato un finestrino per rubare un navigatore che mi ha fatto decisamente più perdere che trovare. sul sedile della macchina c’erano due dischi che mi piacciono molto.
li hanno lasciati. ho pensato che se avessero ascoltato quei dischi in passato ora non sarebbero in giro a rubare navigatori. e mi sono sentito molto superiore a loro.
hanno rotto il finestrino quello piccolino sul retro coprendo di vetri il seggiolone di bianca. ho guidato col cappuccio.
ho pensato che alla fine mi è andata anche bene. negli ultimi 3 mesi siam stati dai carabinieri 15 volte. la prossima probabilmente ci costituiremo per omicidio. che un’altra persiana cade sicuro prima di natale. o vado a dritto alla nuvola. oppure ammazzo il prossimo ragazzino che ci scoppia un petardo sotto casa.
maledetto carma. mi hai davvero rotto il cazzo.
buoni anche i biscotti della cro’ con nutella…
ahaha verissimo. i biscotti della crosby a forma di osso. ma io ne ho mangiati una valanga.
una sera io e il maestro abbiamo fumato una canna dentro a un chiui.
andava fatto in una mela.
ma non avevamo la mela.
la scelta era tra chiui e banana.
mi sa che la pina era nel suo periodo esotico.
alla fine abbiamo tagliato il kiwi in due e ce lo siamo mangiati.
era nero dentro.
come il polmone di un morto.
io non sono stato benissimo.
il maestro si è limitato a scoreggiare sotto il piumone tutta la notte.
a me i dischi invece li hanno presi! sigh…
Decisamente, si stava meglio quando si stava meglio.Fintanto che l’unica preocupazione era falsificare firme ed essere sicuri di avere un kiwi per la sera che la pina faceva le notti…
Il carma cmq non ha colpa… Purtroppopero’, e di questo te ne do atto, non è abbastanza potente da sopperire la stupidita’ del genere umano…Se il nostro buon giesu’ credeva di sopperire il suo margine d’errore nel creato con il carma, mi sa che ha sbagliato i suoi calcoli e che gli conviene iniziare a buttarne giu dalle nuvole una bella quantita’ con una pala da muratore….Anzi, magari puo’ rovesciare direttamente la betoniera…
maestro, parlami ancora ti prego. insegnami ad accogliere i mali del mondo.
non è possibile che hai scritto tutte queste cose senza infilare dentro nemmeno una bestemmia.
non ti riconosco più.
stai ancora frequentando il pera?
io ho sentito un amico che ha un amico che usa le carote e risparmia sui filtri e le cartine