CRASH OF RHINOS | DISTAL
aprile 4th, 2011 § 7 commenti
quando a fine anni ’90 ho conosciuto pilipella noi la musica si ascoltava così.
lui stava in pastèr accanto a raiot. è lì che ci siamo incontrati la prima volta. eravamo convinti che i gheràp chiz li conoscessero 7 persone e che gli emo daiaris fossero belli.
lui aveva sempre un sacco di merendine e succhi di frutta in cucina e almeno un par di canne nascoste nei calzini. diceva che lo zerinol fa molto più effetto se lo butti giù con un bicchiere di succo alla pera. così quando ero raffreddato andavo in cucina e mi servivo da solo.
io arrivavo con lo zaino pieno di cd e ancora non sapevo di preciso come si usasse internet. lui schippava veloce il pezzo che “oh ti devo troppo far sentire un pezzo che ti farà accapponare la pelle” e arrivava direttamente al gancio. il gancio è il momento che poi quello sarà il pezzo con quel gancio lì. per esempio il gancio di bec en tu de left dei tecsas is de rison è quando nella parte strumentale si sente lo uh! in lontananza e poi cominci a bangheggiare il testone come uno scemo invasato. però non mi devi far sentire solo il gancio pilipella. non schippare maremma cane. ascoltiamo tutto e quando arriva il gancio mi punti il dito e me lo enfatizzi così no? io dico sì. e invece lui andava diretto al bello. con quel suo ditone che invece di essere puntato al cielo era piantato sul foruard. e quando arrivava il momento pelle d’oca mi si stringeva tutto nelle spalle e faceva la faccia tenera tenera e per tanto così non si limonava.
e poi si cresce e la musica cambia e gli emo daiaris fan cacare a spruzzo sui soffitti e i gheràp chiz per quale diavolo di motivo si son riformati lo sa solo satana.
pilipella ha il diabete e a me fa male il collo se non dormo su un cuscino non troppo alto ma nemmeno troppo basso. corro dietro a mia figlia in cucina per cercare di farle ingurgitare più proteine possibili e alla radio passa ligabue e io alla fine non sto nemmeno a cambiare stazione e me la canto anche le donne lo sanno.
questo disco qui dei cresciov rainos è come tornare in pastèr adesso a 35 anni e puntare il dito come se non ci fosse un domani. è un disco senza moda e senza tempo suonato da 5 guasconi fighissimi con cui sono cresciuto sia musicalmente che come persona. li ho visti sudare sulle chitarre davanti a 20 cristiani, ballare nudi come vermi sopra un furgone, svegliarsi in mutande sul pianerottolo di una casa sconosciuta, pisciare sul futòn dell’ikea di un amico, preparare il tè in una cucina zozza con una finestra che affaccia sul cortile di un’agenzia di pompe funebri, ubriacarsi fino a diventare affettuosi in modo molesto. ho visto l’ultimo concerto dei little explorer. io c’ero. quello era un gruppo enorme conosciuto da pochi. i cresciov rainos sono un gruppo enorme che tutti dovrebbero conoscere. chi non scarica questo disco e non lo ascolta almeno una volta ogni 2 giorni è un matto senza senso. ah, un altra cosa. maurizio di triste è un mio amico per cui pare che son di parte. ma sto disco ha un suono che è una megabomba del gatto. ecco lo ha registrato lui. per cui d’ora in avanti io dirò maurizio, quello che ha registrato distal.
love is like a rhino, short-sighted and hasty; if it cannot find a way, it will make a way. – femeref adage
una scuola di pesci. una truppa di babbuini. un’imboscata di tigri. una torre di giraffe. un parlamento di gufi. un balletto di cigni. un barile di scimmie. un mazzo di fagiani. un pandemonio di pappagalli. un tremito di cobra. un bricco di falchi. un brivido di squali. uno schiocco di meduse. un palmo di muli. un bisticcio di gabbiani. un tuono di ippopotami. una maschera di procioni. uno schianto. un fracasso. una carica di rinoceronti. crash of rhinos. la notizia dell’uscita dell’uscita di distal mi è arrivata mentre leggevo sul venerdì un articolo sul ripopolamento dei rinoceronti. e, nonostante la giornata lo concedesse, non si trattava di un pescione d’aprile con tre occhi. sì, perché il disco dei crash of rhinos è stato talmente così tante volte prima annunciato e poi rinviato (manco fosse chinese democrazy), che ormai qualcuno pareva aver perso le speranze. il tutto era architettato ad arte: l’uscita infine posticipata a quest’anno perché, secondo l’oroscopo cinese, il 2011 è proprio l’anno del rinoceronte. no, non controllate. non cercatelo. me lo sono inventato. e da allora, da venerdì, distal non ho ancora smesso di sentirlo (con lifewood, e un intro a là mineral, ad oggi il mio pezzo preferito: manco a farlo apposta con quel titolo lì). e sì, è vero: tornare indietro nel tempo è un bel luogo. farlo va bene. senza patetismi. e ogni tanto fa bene. i crash of rhinos sono un quintetto di derby, midlands, inghilterra, formatosi nel 2008 dopo le esperienze di the little explorer, the jesus years e the removals. sono come un amalgama sincero e diretto di una manciata di gruppi. lavorando per sottrazione: come i casket lottery, ma meno cervellotici; come negli hot water music, ma meno sozzi; come gli small brown bike, ma meno rancorosi; come negli american football, ma meno eterei; come nei cap’n jazz, solo meno matti. e per fare invece un solo nome che valga da sintesi, allora scelgo di sicuro gli spy versus spy, loro conterranei. (o per parlare di gruppi ancora in vita potrei dire che, qualora sorpresi da un temporale, potrebbero condividere strettistretti la stessa tettoia con this town needs guns e algernon cadwallader.) distal è un disco tirato e dilatato. di continue variazioni all’interno del solo brano. un disco di crescendo e stacchi improvvisi. e di lunghi interludi strumentali. niente strofe. niente ritornelli. molti ponti e poche ripetizioni. tempi storti geometrici più che matematici (per sfatarne la complessità). e continue alternanze. come un elastico teso e poi allentato, e teso nuovamente e fatto scattare come una fionda (è la carica dei riconoceronti). un disco di reiterati arpeggi su due corde. e poi accordi di ottave. riff hardcore di brevissima durata. e di esplosioni distorte. una batteria costantemente inquieta che si concentra bene sui piatti. e due bassi. semplicemente perché due di loro volevano suonare il basso. fatto che però permette di utilizzare lo strumento come una chitarra, ad accordoni ed arpeggi, e far sì che si occupi anche della linea melodica. dentro una tavolozza di umori da cui continuamente attingere. e così voci (cantano tutti e cinque) sommesse e voci urlate. voci appena stonate. voci svogliate ma mai dinoccolate. cadenzate ma mai languide. con poche armonizzazioni. e molte, molte voci corali. quelle da pub e abbracci laterali multipli. sono melodie dall’aria fiera. e da pugni scossi, a brindare come nella morra. oppure melodie commoventi e rabbiose. da dondolio del corpo. e dito puntato più in alto che puoi. e di quei sorrisoni che fanno star bene. i crash of rhinos sono tanta pancia e cuore. distal esce oggi in versione vinile (doppio dodici pollici) per triste. ordinatelo scrivendo qui: robatriste@gmail.com potete sentire e scaricare il disco secondo la formula fatevoilprezzo su bandcamp. ascoltatevelo. è tutto.

[...] ’98. Esce nel 2011, e per come girano le cose oggigiorno verranno seppelliti a forza di leak. Jacopo FBYC, nel suo blog, racconta una possibile cronistoria del tutto. Aggiunge dettagli sulla musica, [...]
Porca puttana che bomba di gruppo.
Pensavo che non fregasse più a nessuno di questa musica…. io ho quasi 33 anni e due figli, non sono nostalgico, per me pezzi come back and to the left avranno qualcosa da dire sempre.
A me non frega un cazzo delle “ondate” musicali, ciò che è vero e puro vale sempre.
Viva Legno, viva i CRASH OF RHINOS, Triste e chi ama la buona musica.
Io ho provato a scrivere due pezzi con la mia band che sono poi finiti in un 7″.
Potete ascoltarli e scaricarli qua:
http://hangedmanrecords.wordpress.com/produzioni/hmr005-twenty-miles-to-mother-one-sided-7/
Grazie!
m-m-ma è strabello, wow.
i testi?
se scarichi il disco dal bandcamp http://crashofrhinos.bandcamp.com/album/distal dentro c’è anche il pdf con i testi.
oppure li puoi trovare qui -> http://www.facebook.com/robatriste?sk=notes
e traccia per traccia pure qui -> http://soundcloud.com/triste/sets/crash-of-rhinos-distal/
come qui per esempio http://soundcloud.com/triste/crash-fo-rhinos-distal-01-big-sea/
Sadness is my joy!
[...] attinenza c’è tra lifewood e vita di legno? da ascoltare quando capisci che non è mai troppo tardi. [...]