RAEIN | SULLA LINEA D’ORIZZONTE TRA QUESTA MIA VITA E QUELLA DI TUTTI
giugno 17th, 2011 § 4 commenti
mi ha chiamato michele prima. mi ha detto che il caunter dei daunlò è impazzito si è bloccato e poi è ripartito. infatti se vai sul sito ci sono tipo 200 daunlò. che è una cifra alta per un disco uscito ieri. la verità invece è che quel disco lo hanno già scaricato e ascoltato almeno 3/4mila persone in nemmanco un giorno. se non di più. e continueranno ad ascoltarlo una valanga di genti. anche se un cantato non c’è. sono urla su una base ultramelodica. quand’eravamo in serigrafia e lo stavamo ascoltando ti dicevo come fosse strano il fatto che a vent’anni una cosa così risultasse per me totalmente indigeribile e che allora mi sarei aspettato che passati i trenta non l’avrei nemmeno più tenuta in considerazione la sola idea di ascoltare un disco così. che avrei detto: sono riusciti ad arrivar ad essere così melodici mantenendo quel tiro, allora perché la voce continua a urlare, a sbraitare? invece ora mi piace. mi piace proprio questo disco qui. alla fine la voce (anzi le due voci, che sono in due a cantare, che s’incastrano a pennello), questa voce qui, urlona, non è altro che uno strumento. è un’altra chitarra distorta. e i testi sono il suo spartito. quando da rigazzino in cameretta ascoltavo la gente che strillava e entrava mia mamma, mi sentivo un po’ in imbarazzo. ecco è come se i raein fossero riusciti a rendere l’urlo accettabile anche dalla mamma che ti entra di soppiatto in cameretta. ma che roba stai ascoltando? se stai ascoltando i raein non te lo può più chiedere. perché quelle urla lì son proprio dolci. mica facile fare una cosa del genere. e, inaspettato, a metà disco ti tiran fuori pure il coretto singalong. quando ho sentito per la prima volta il disco ho pensato a de sceip of panc tu cam. che è un disco hc che potenzialmente può piacere a chiunque. che infatti è il solo disco di quel tipo che mi piaceva quando avevo vent’anni. ecco questo dei raein è un disco urlone che può piacere alle nostre mamme e all’utente medio di rochit. che iddio lo fulmini. michele mi ha anche detto che un giapponese ha donato 100 euro. poi ci ha pensato un attimo e ha detto: forse voleva donare 100 ien poverino. poi ci ha pensato un altro attimo e ha detto: io i soldi non glieli rendo. e alla fine il giapponese si renderà pur conto di aver donato 100 euro a 5 imbecilli che han cacato un capolavoretto. maledetti loro e chi non glielo dice sventolando dollaroni e indossando l’accappatoio di gei ar di dallas.
e sai cosa? adesso tutte le volte che lo ascolto mi pare di sentire mia mamma che mi alita dietro il collo.
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“alla fine la voce (anzi le due voci, che sono in due a cantare, che s’incastrano a pennello), questa voce qui, urlona, non è altro che uno strumento. è un’altra chitarra distorta. e i testi sono il suo spartito”
fa piacere avere la stessa impressione per due dischi lontanissimi http://pleaserepeat.it/2010/10/amore-e-invidia/
“a vent’anni una cosa così risultasse per me totalmente indigeribile e che allora mi sarei aspettato che passati i trenta non l’avrei nemmeno più tenuta in considerazione la sola idea di ascoltare un disco così.”
Oddio, questo sono io.
ammè sto disco mi ricorda daydream nation dei sonic youth. ma mi sembra solo ammè o i raein son molto cambiati? cmq mi sta piacendo
[...] > che ti piaccia o meno il genere questo disco è un piccolo capolavoro. tutti li ad urlare invasati ma cosa ci avranno poi da urlare? [...]