LUCA BENNI (To Lose la Track, presidente)

ottobre 20th, 2011 § 5 commenti

sai cosa mi fa riderissimo di luca benni? no, cosa? la sua risata senza suono strizzando l’occhio e spostandosi verso l’esterno, in equilibrio su un piede solo, mentre ti punta addosso il dito dell’altra mano. a sarzana. era al banchetto, era appena finito il concerto, con la fiera da baraccone sul palco e tutti plaudenti. gli vado vicino, lo guardo, e gli faccio: che concerto di merda! e lui mi fa quella sua risata muta, senza un suono, con l’occhiolino, puntandomi il ditone contro. è la risata del mandriano texano che ha appena fatto un affare milionario vendendo uno stuolo di vacche da macello nel finale in fermo immagine di un telefilm degli anni ottanta.

CIVIL CIVIC | RULES

ottobre 14th, 2011 § 3 commenti

run overdrive è la canzone più bella dell’anno. quando entrano i colpi di rullante vien voglia di battere fortissimo il palmo della mano sul volante. sono entrato nel parcheggio del centro commerciale coi finestrini abbassati e lo stereo piuttosto alto. passando accanto a una signora le ho chiaramente visto il capoccione muoversi a tempo di musica. quando l’ho incrociata nel reparto pane e grissini ho notato che aveva gli auricolari. probabilmente ascoltava baglioni. a me piace credere che stesse ascoltando i civil civic.

alle medie avevo il ciuffo. gli davo vita soffiandoci contro, verso l’alto, come attraverso una pipa immaginaria stretta all’angolo delle labbra. però qualche volta avevo provato a sostenerlo sinteticamente, con la lacca. lo chiamavo l’hovercraft. ecco questo disco, sotto le melodie bontempi suonate con un dito solo (degne di un branduardi d’annata) che non ti escono più dalla testa e le chitarre dai riff perfetti che paiono cantar da sole senza bisogno di una voce, ecco sotto a tutto questo c’è come un potente hovercraft che ronza e ti sostiene, il vento che ti tiene i capelli dritti e ti rinfresca la faccia come se viaggiassi velocissimo sopra una gigantesca pozzanghera salina. e poi sì: dentro trovate anche e soprattutto il pezzo dell’estate, estesosi poi per tutto l’anno, e non solo per il caldo imperituro. run overdrive è la canzone da ascoltare almeno una volta al giorno, senza ricetta prescritta. i civil civic sono in tre: due di loro sono australiani, solo che ora aaron vive a londra, mentre ben se ne sta a barcellona. e poi il terzo elemento si chiama the box ed è una batteria elettronica, come l’echo dei primi bunnymen. e qualche tempo fa hanno pure suonato sul molo di cogoleto. assurdo. rules uscirà ufficialmente il 7 novembre, in vinile e su cd. nel frattempo lo potete ascoltare sul loro bandcamp. solo però dopo aver pigiato play qua sotto. fatelo, e subito.

quaglie

ottobre 12th, 2011 § Lascia un commento

ieri sera ero in macchina lungo la strada provinciale e davanti a me sul ciglio c’era un’anatra che correva. non provava nemmeno a tentare di volare, correva proprio. una di quelle anatre che puoi trovare in un libro di racconti di caccia ambientati nel vermont. un’anatra maculata su toni marroni che pareva più o meno una grossa quaglia. un giorno renato mi aveva detto di avere tra le mani un business, ché un amico gli avrebbe lasciato la gestione di un quagliodromo. io pensavo che stesse scherzando e invece era serissimo. e insieme pensavo che il quagliodromo fosse un posto dove far correre le quaglie. e ieri sera ho pensato subito a quello, a renato e al suo quagliodromo, un’anatra vestita da quaglia che correva fortissimo davanti a me. e invece poi il quagliodromo era un posto in cui andavi per sparare alle quaglie. un abominio. alberto allora aveva raccontato di quando un tizio aveva preso delle quaglie da allevare e gli avevano detto che per non farle volare via alle quaglie gli devi tagliare le ali. e lui allora gliele aveva tagliate solo che non gli aveva tagliato quelle dietro, le piume della coda, gli aveva proprio tagliato le ali. le quaglie erano morte dissanguate. l’altro giorno io la nani e bianca siamo andati a fare un giro lungo la strada del cimitero. c’era il sole e dall’erba salivano sul muro le lucertole a ogni passo che facevamo. la nani ha cercato di prenderne una e ha dato un morso al muro. da piccolo prendevo pallina e andavo a cacciare le lucertole. si chiamava così il nostro gatto nero. mia nonna ha avuto una sessantina di gatti. tutti pallina. maschi e femmine. le mangiava le lucertole pallina. e io aspettavo che le aprisse per vederle sbudellate. c’è una fase quando si è bambini in cui si è cattivi. immagino che renato non avesse più di undici anni. renato è uno così. uno con la faccia di enzo braschi che nel tempo libero se ne va in giro con la carabina ad aria compressa a tirare agli scoiattoli. o ai gatti quando va male.

Where Am I?

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